Una grande evoluzione del taglio fu data dal seghetto ad arco, che con la sega montata su una struttura rigida consentiva una maggior precisione, riducendo al minimo le fessure dovute al taglio. Dopo il taglio le impiallacciature venivano separate con un coltellino sottile, ogni tassello veniva scelto in uno strato, assemblando poi i vari tasselli di diversi colori ottenuti dal taglio formando poi le figure o i disegni geometrici che si volevano comporre.
I legni venivano poi ombreggiati passandoli nella sabbia bollente o annerendoli con un ferro rovente, in questo modo assumevano delle ombreggiature che davano loro profondità e movimento.
Alla fine del XVI secolo con l'evoluzione dell’intarsio e la ricerca di nuovi colori si iniziò a ricorrere alla tintura dei legni. Il Vasari attribuisce la paternità di questa tecnica a fra Giovanni da Verona, altri storici ai fratelli Canozzi di Lendinara attorno al 1642.
Gli intarsi colorati di gran voga nel ‘700 erano creati soprattutto dai grandi ebanisti francesi; secondo alcuni in Italia invece Giuseppe Maggiolini arrivò ad utilizzare fino a ottantasei tipi di legno diverso.
Poiché l'intarsio e la marqueterie rappresentavano spesso in modo realistico scene figurate, motivi naturalistici e vedute architettoniche, era necessario conoscere le regole della prospettiva. I mobili antichi intarsiati erano in quel periodo paragonabili a veri e propri dipinti incorniciati, con disegni progettati da famosi pittori e realizzati con particolari molto dettagliati e precisi.
La realizzazione di mobili antichi intarsiati ha avuto alti e bassi a seconda dei periodi storici. Nei periodi Impero, Carlo X e Luigi Filippo i mobili, pur essendo ricchi di impiallacciature molto importanti, non avevano o avevano in minima parte degli intarsi.
Ai giorni nostri con questa antica tecnica si restaurano o si creano copie di mobili antichi dei grandi ebanisti come Boulle o Maggiolini.
Oggi come allora vengono creati mobili che riprendono determinati periodi storici, o vengono creati anche intarsi, spesso geometrici, per mobili moderni e attuali anche se la cultura moderna spinge verso "finti" materiali ecologici quali ad esempio i laminati colorati derivati dalla plastica.